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LA BANDA LARGA
Con la dizione banda larga ci si riferisce in generale alla trasmissione dati dove più dati sono inviati simultaneamente per aumentare l'effettiva velocità di trasmissione. Nell'ambito della teoria dei segnali questo termine è usato per indicare i metodi che consentono a due o più segnali di condividere la stessa linea trasmissiva.
Nella legislazione italiana ed europea manca una definizione ufficiale di banda larga. Tuttavia la commissione Europea usa il termine Banda larga in un'altra accezione: come sinonimo, cioè di connessione più veloce di quella assicurata da un normale modem. In questo senso la più tipica banda larga sarebbe quella assicurata dalla connessione a fibre ottiche.
Con l'aumento delle velocità di trasmissione possibili, però, il termine ha iniziato a significare "alta velocità"; ormai un modem a 56 Kb/s, che formalmente trasmette a banda larga, viene definito "narrowband" (cioè a banda stretta), per non parlare dei modem a 9600 bit/s, anch'essi a banda larga secondo la definizione tecnica.
Ultimamente, la raccomandazione I.113 dello Standardization Sector dell'ITU (ITU-T) ha definito la banda larga come una capacità trasmissiva maggiore del primary rate ISDN, cioè 1.5 (negli USA) o 2 Mbit/s in Europa. Tuttavia velocità di 256 kbit/s e maggiori sono comunemente vendute come "banda larga", almeno dai service provider.
Le comunicazioni possono simultaneamente utilizzare un certo numero di canali fisici distinti: in questo caso si parla propriamente di multiplexing per accesso multiplo. Tali canali possono essere distinti perché sono separati l'un l'altro nel tempo (multiplexing per divisione di tempo, o TDMA: il sistema utilizzato ad esempio nei telefoni GSM), nelle frequenza portante (multiplexing in divisione di frequenza, FDMA, oppure multiplexing in divisione di lunghezza d'onda, WDM), oppure nel metodo di accesso (multiplexing per codice, o CDMA: il sistema utilizzato nei telefonini di seconda generazione negli USA). Ciascuno dei canali in cui è stato suddiviso quello totale è per definizione narrowband (perché non sta utilizzando tutta la banda del mezzo), mentre se consideriamo l'insieme dei canali come un tutt'uno lo possiamo descrivere come banda larga.
Data la definizione iniziale, si può scoprire che anche i modem analogici che operano ad una velocità superiore a 600 bit/s sono tecnicamente a banda larga, visto che il numero di segnali inviati per secondo (i baud) è inferiore al numero di bit trasmessi sempre per secondo, o se si preferisce a ogni segnale corrisponde più di un bit. Ad esempio, un modem a 2400 bit/s usa quattro canali a 600 baud.
Telecom Italia è soggetta all'obbligo di servizio universale, che non prevede un collegamento a banda larga per tutti gli utenti.
La rete italiana in doppino in rame è stata completata intorno agli anni '60 e, dunque, nel migliore dei casi presenta un'obsolescenza di quarant'anni. Una rete del genere richiede costosi oneri di manutenzione, per garantire la continuità del servizio telefonico, imposta per legge. Alcuni esempi: il cavo in rame richiede drenaggio se è interrato e in zone umide, riparazioni a causa di fulmini e spellamenti dovuti alle intemperie se è posto in superficie.
La fibra ottica funziona anche in queste condizioni. Una modulazione con ADSL del segnale, su doppino o su fibra, garantisce un buon servizio anche se nei piccoli centri si guastano una decina delle 50 coppie di doppini che devono servire il centro abitato.

Gli oneri di manutenzione, in un certo senso, devono essere contrapposti a quelli di costruzione (o ammodernamento) delle centrali telefoniche con cablaggio in fibra ottica, che non richiede in pratica nessuna manutenzione, né preventiva né a guasto.